Storia - Il sole e la luna -

21.07.2018

" Il sole e la luna "

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A partire dal secolo VII fino al 1870 il Papa non fu solo il pastore delle anime, rendendosi cura della comunità cristiana, in modo solidale, amorevole e fraterno, ha saputo come compito, il Pontefice, fino a quel tempo gestire un vero e proprio potere temporale. Il Papa, infatti, è stato il Sovrano dello Stato Pontificio dal 752 al 1870, Oggi il potere sugli uomini non è più definito temporale, si parla di " potere politico ".[1]

La missione spirituale era iniziata ad unirsi ad una azione di Governo quando l'Italia centrale, fu invasa dai barbari, con il Papa del tempo, Leone I, che raggiunse un accordo con il capo degli Unni, un certo Attila, che porto la pace sull'intero territorio.

Gegrorio Magno [2] fu costretto dall'inattività dei bizantini ad organizzare la difesa di Roma, dall'invasione dei Longobardi, lotta che continuò anche per il suo successore Stefano II che chiese aiuto, nel 754 a Carlomanno.

La Chiesa non aveva un proprio territorio, anche se aveva molteplici donazioni ai " Beati Pietro e Paolo ", proprio a seguito di una donazione, nacque lo Stato Pontificio. Nel 774 Carlo Magno, continuando l'azione di suo padre Pipino, donò ( Promissio Carisiaca[3] ) al Papa Adriano, l'Esarcato di Ravenna ( Romagna più Bologna ) , le Marche, l'Umbria, il Lazio, parte dell'Abruzzo ed il Ducato di Benevento.

Lo Stato Pontificio che così nasceva non era indipendente dal potere dell'Impero Franco, rispetto al passato, il Papa non veniva più nominato dall'Imperatore, la ratifica non era necessaria per convalidare la sua elezione.

Carlo Magno, in merito ai rapporti, con Adriano, scriveva nei suoi Libri Carolini :

" La nostra funzione è con l'aiuto della divina misericordia di difendere ovunque la Chiesa di Cristo contro gli attacchi dei pagani e le devastazioni, degli infedeli, di darle come difesa, al di fuori e al di dentro, il riconoscimento della fede cattolica, la vostro è con Mosè, di alzare le mani verso il cielo e di aiutare così la nostra lotta in modo che, con le vostre preghiere, sotto la guida e con la grazia di Dio, il popolo cristiano riporti ovunque la vittoria ".

Carlo Magno aveva un ambizioso obiettivo, quello di unificare tutta la cristianità occidentale, sotto un unico potere temporale e spirituale, tanto è vero che il giorno di Natale dell'800 a Roma, riceve da Leone III la corona imperiale, con la folla, sicuramente istruita a dovere, che gridava : " A Carlo, molto pio Augusto. Incoronato da Dio, grande e pacifico Imperatore dei Romani, vita e vittoria,........"

Un poeta rimasto anonimo, è impegnato a comporre il poemetto Karolus Magnus et Leo papa, l'intento del componimento è politico, Carlo è l'unico sovrano che " sa proteggere la Chiesa ", poi per molti l'ipotesi di Carlo come primo che crea uno spazio europeo è abbastanza azzardata.

Carlo Magno prescrive ai pastori e rettori delle Chiese di Dio di non tollerare nova vel non canonica.

Il progetto di Carlo Magno morì con lui nell'814. La conseguente divisione dell'Europa in tre tronconi e l'inizio del regime feudale, segnarono l'inizio di un periodo oscuro per il papato. Nel X secolo si scatenarono numerose lotte tra fazioni, che portarono anche all'uccisione di un Pontefice, Giovanni X, vedendo l'accrescersi del potere dei Vescovi, che conducevano una vita che di religioso aveva ben poco, tanto che Attone, Vescovo di Vercelli, nella metà del X secolo scriveva :

" Mi vergogno di dirlo, ma credo sarebbe pericoloso tacerlo, che molti tra di noi, sono talmente soggiogati dalla passione, da permette a oscene cortigiane di abitare nelle loro case, di dividere i pasti con loro, di mostrare con loro in pubblico. Conquistati dal loro fascino, essi le lasciano dirigere la propria casa, fanno eredi i loro bastardi.......e per permettere a queste donne di essere ben agghindate, le Chiese vengono spogliate, i poveri lasciati nell'indigenza....."

Oltre i Vescovi c'erano i Cardinali che godevano di un prestigio molto elevato, che fu riconosciuto loro dal Pontefice Nicolò II, il 13 Aprile 1059[4], con un decreto che fissava i modi di elezione del Papa.

" Noi decretiamo e decidiamo che alla morte del Pontefice di questa Chiesa Romana, universale, i Cardinali- Vescovi, regolino con la più grande cura, la questione della successione. Essi faranno poi appello ai Cardinali-Chierici, al resto del Clero e al popolo, per ottenere il loro consenso alla nuova elezione. Per evitare che il veleno della venalità si introduca, con un pretesto o con un altro, gli uomini pii siano i primi a promuovere l'elezione del Pontefice ".

Come ricorda Ambrogio M.Piazzoni[5], la scelta del Vescovo di Roma, è ancora oggi un esempio di istituto elettorale, decine sono state le leggi elettorali, In nomine Domini diminuiva il potere laicale, la mancanza di alcune regole precise contribuì nel periodo successivo ad incrementare il fenomeno della " doppia elezione ", prima che la situazione cambiasse, con Alessandro III, nel 1179, si contavano 14 Pontefici legittimi, con 11 " antipapa ".

Contro la vita dissoluta del clero si lanciò uno dei pontefici più famosi della storia, eletto proprio con il nuovo sistema di Nicolo II, il suo nome è Gregorio VII, eletto nel 1073.

Nel decreto di elezione del 22 Aprile si legge che il nuovo Papa è "un uomo pio, un uomo potente nella conoscenza umana e divina, un amante distinto di equità e giustizia, forte nelle situazioni avverse, moderato in quelle favorevoli, di buoni costumi, pudico, modesto, sobrio, casto, un uomo la cui infanzia si è consumata nell'amore per la Chiesa Madre, il cui apice della sua vita è stata l'elevazione ad arcidiacono "[6]

Il nuovo Papa si scontò con il sovrano germanico Enrico IV che non voleva la sottrazione della Chiesa all'Impero. Proprio da questo " contrasto " nasce il famosissimo Dictatus Papae - Affermazioni di principio del Papa[7] - composto da 27 decreti, siamo nel 1075, in queste preposizioni il Pontefice sosteneva :

2......Solo il Pontefice merita l'appellativo di universale

3.......Solo il Papa può deporre o assolvere i Vescovi

12........Al Papa è concesso deporre gli Imperatori

22.......La Chiesa romanda non ha mai errato e , come testimonia la sacra scrittura, non potrà mai errare

26.......Colui che non è con la Chiesa cattolica non può considerarsi un cattolico

27.......Il Papa può sciogliere dal giuramento di fedeltà coloro che sono soggetti a sovrani ingiusti.

La tesi espressa in questi decreti è evidente : il potere spirituale è superiore a quello temporale.

Enrico IV non era molto d'accordo, nel 1076 i rapporti tra i due divennero tesi a seguito della scomunica papale ai danni dell'Imperatore[8]. Enrico decise di chiedere perdono e per ottenerlo fu costretto a recarsi fino a Canossa per umiliarsi. Nel Gennaio del 1077, mentre imperversava una bufera di neve, attese per tre giorni e tre notti, dinnanzi al portale d'ingresso del Castello di Matilde, inginocchiato, che il Pontefice lo perdonasse. Da questo fatto storico è nata la locuzione " andare a Canossa ", in riferimento a chi si umilia e sa di avere sbagliato[9].

Il Pontefice dopo avere concesso il perdono fu costretto a scomunicare il sovrano, per la seconda volta, nel 1080, questa volta, però, Enrico decise di mettere mano alle armi. Il Pontefice sotto assedio fu costretto a ricorrere all'aiuto di Roberto il Guiscardo, l'Astuto[10], che riuscì a rimettere le cose a posto, anche se a seguito del dispiacere il Pontefice morì nel 1085.

Bibliografia :

Carlo Magno: Un padre dell'Europa

Di Alessandro Barbero

Editore : Laterza

Esegesi medievale, Volume 2

Di Henri de Luba

Editore : Jaca Book

Ambrogio M. Piazzoni LE ELEZIONI PONTIFICIE. CENNI STORICI E SPUNTI DI RIFLESSIONE

Editore :

Contemplare l'ordine: intellettuali e potenti dell'alto Medioevo

Di Germana Gandino

Editore : Liguori


[1] Nel 1302 Bonifacio VIII promulgò la bolla Unam Sanctam Ecclesiam, in cui riaffermò la supremazia del potere spirituale sul potere temporale.-

[2] Morto l'11 Marzo del 604 all'età di 64 anni.

[3] Il documento contiene la promessa di donazione alla Sede Apostolica - 754-

[4] In nomine Domini è una bolla pontificia promulgata da Papa Nicolò II il 12 Aprile 1059

[5] Ambrogio M. Piazzoni LE ELEZIONI PONTIFICIE. CENNI STORICI E SPUNTI DI RIFLESSIONE

[6] Registrum , I, 1

[7] L'assioma "Al Papa è permesso deporre gli imperatori

[8] L'umiliazione di Canossa

[9] frase pronunciata nel 1872 dal cancelliere tedesco Otto von Bismarck: "noi non andremo a Canossa, né con il corpo né con lo spirito"

[10] Roberto il Guiscardo compare anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri


[i] Capitulare de imaginibus, oppure Libri Carolini, opera in quattro libri scritta presso la corte di Carlo Magno. Hanno importanza per fare comprendere il ruolo che l'Imperatore rivendicava in tema di religione. Devono occuparsi di confutare il culto delle immagini formulate nel Concilio di Nicea del 787.